Dopo la tragica notizia del sacerdote sospeso a divinis (https://anonimidellacroce.wordpress.com/2017/01/22/la-prima-vera-vittima-di-amoris-laetitia-don-luis-carlos-uribe-medina-sospeso-a-divinis-perche-non-accetta-di-dare-leucaristia-ai-divorziati-risposati-di-finan-di-lindisfarne/), ecco una notizia degna di nota, riportata da LifeSite (https://www.lifesitenews.com/news/dutch-catholic-editor-questioned-amoris-laetitia-and-now-hes-out-of-a-job)

Sintetizziamo.

Henk Rijkers è il capo-redattore da anni del settimanale “Katholiek Nieuwsblad“, testata di stampo cattolico tradizionalista – o diciamo fedele alla Dottrina e basta. Questi negli ultimi tempi ha apertamente avuto da ridire sulle aperture di Amoris Laetitia e in particolare sulla Comunione ai divorziati risposati.

Il nuovo presidente del giornale -tale Huub Vromen – si rende conto che il caporedattore non è coerente con le nuove direttive che giungono da Roma, dopo l’uscita del sensazionale documento Amoris Laetitia destinato a cambiare il cattolicesimo, dichiarando farlocchi gli ultimi 2000 anni.

Coerentemente con tutti gli altri automi fuori e dentro la Chiesa, il presidente Vromen è allergico ai difensori della Dottrina e decide che il caporedattore è da silurare. Sceglie un giorno perfetto: la Vigilia di Natale. Un ottimo regalo per un caporedattore con famiglia e tre figli adolescenti.

Il licenziamento ha attirato le attenzioni dei media olandesi ai quali il presidente Vromen ha dichiarato che il motivo sono state le differenze di veduta sull’ottimo documento Amoris Laetitia, affermando che “i toni devono essere più positivi, con meno enfasi sulla dottrina e più attenzione sui problemi pastorali, in particolare nei confronti delle famiglie miste”.

E ancora: “Quello che è accaduto è che quest’anno si è dichiarato in questo giornale che il Papa agisce in modo errato e che sta coscientemente creando confusione. E questo non può accadere.”

Vromen rincara dicendo che Papa Bergoglio, essendo stato scelto dallo Spirito Santo, merita un minimo di fiducia ed è un dovere dei media Cattolici quello di creare un’atmosfera amichevole. Inoltre, aggiunge, il Papa piace a Cattolici e non.

La conclusione è concettualmente mediocre e terrificante allo stesso tempo: “Ho un enorme stima per i due Papi precedenti, ce l’ho sul serio, assolutamente, ma loro spesso non venivano capiti dal resto del mondo…questo invece ispira ammirazione”.

E mi voglio congelare su quest’ultima frase di questo pacchiano lavorante nell’ambito giornalistico, il quale invece erge noi – mediocri blogger malati di dottrina – a geni assoluti dell’informazione (con ironia annessa).

Raggelante infatti è vedere che l’ultimo metro di giudizio di questo personaggio – che ha segato uno dei pochi olandesi cattolici con gli attributi – è che il Papa “è ammirato” a differenza di quelli di prima che “non venivano capiti”. 

Due passi del Vangelo ci possono mostrare con semplicità che quella di Vromen è la via verso il baratro:

<<Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui.67Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». 68Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna;>> (GV 6,66)

<<Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti.>> (LC 6,26)

Il Maestro ci mostra due concetti fondamentali in questi passi: che la via per salvarsi è una sola e che non la si cambia facendo qualche capriccio o pretendendo che il buon umore cambi le regole. Se uno è adultero, lo rimane. Certamente Dio lo ama comunque. Ma è l’adultero che deve convertirsi, non Dio.

Il secondo concetto arriva da sè. Se c’è un elemento dei Santi di ogni epoca – che funge quasi da prezzemolo –  è la persecuzione. Il vero cristiano, come il profeta biblico, o comunque colui che rimarca la legge del Signore, sta inevitabilmente antipatico. Anzi, fa venire voglia di ammazzarlo, perchè è fastidioso. Non può farsi i cavoli suoi, invece di venire sempre a sputarci in faccia che dobbiamo cambiare rotta e che siamo nel peccato, come quel guastafeste di Giovanni Battista?

Ecco, forse anche Giovanni Battista andrebbe rivisto. Troppo ottuso e fissato con la Dottrina. Saranno state le locuste e quel miele selvatico che gli avranno causato dei traumi psicologici. Per questo continuava a “scagliare pietre morali” contro Re Erode.

Povero Giovanni, ai quei tempi non c’era la psicanalisi.

Finan Di Lindisfarne