“‘Civiltà ANTICattolica’ di Padre Spadaro e i continui slogan di regime: il diaconato femminile” di Fra Cristoforo

Giusto  una parentesi in questi giorni di fuoco. Per caso mi sono imbattuto in una intervista di Padre Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica pubblicata su “Avvenire”. Andatevela a leggere
(https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/il-papa-gesuita-pi-responsabilit).

E’ vero che non ci dobbiamo sorprendere più di nulla. Ma vedo come tutti questi bombardamenti quotidiani sulle “aperture” di Bergoglio hanno un fine da “regime”. Come hanno sempre fatto i regimi comunisti e
dittatoriali in genere, usavano la tecnica del “bombardamento”. Un forma di rieducazione della mente, attraverso la ripetizione ossessiva degli slogan di partito.
E oggi sta accadendo la stessa cosa.

Anche Spadaro, ormai è buttato nella mischia alla grande in questo senso. Riprendo solo alcuni passaggi dell’intervista. Spadaro dice: “Nel suo discorso il Papa ribadisce che la rivista ha un legame diretto con lui e quindi sostanzialmente ha confermato la tradizione ininterrotta. Il fatto che il Pontefice possa mettersi a rivedere personalmente tutti i testi appartiene tuttavia ad un’altra epoca. Però lui è particolarmente interessato: si informa, vede, legge. Nell’udienza ha detto che ha la rivista nella sua scrivania e che essa lo interpreta bene. In verità anche i pontefici precedenti interloquivano direttamente con il direttore della rivista, in varie forme”.  

Già il fatto che Bergoglio abbia affermato che la Civiltà Cattolica interpreta bene il suo pensiero, ha detto tutto. Se andiamo a vedere i recenti articoli, notiamo che il RELATIVISMO DOCET. Spadaro, da buon gesuita, è capace di negare e affermare contemporaneamente. Ma anche di dire qualche bugia. Ad un certo punto, parlando di “aperture”, l’articolista fa una domanda: “In questo rientra anche un recente articolo che è stato letto come una apertura al sacerdozio femminile? Questa interpretazione è una forzatura che non ha fondamento. L’articolo faceva il punto del dibattito sul diaconato, riflettendo sui temi che una commissione sta discutendo”.
E questo – abbiamo già spiegato – non è vero.

Infatti l’articolo famoso di Padre Pani, che abbiamo citato nei recenti articoli è chiarissimo, e “molto aperto”. In più, Spadaro ci conferma pure che LA COMMISSIONE PER IL DIACONATO ALLE DONNE E’ AL LAVORO.
Quindi, Spadaro con una mano ci fa vedere che noi vogliamo “forzare” e con l’altra ci conferma che la LA COMMISSIONE sta discutendo il tema.
E sappiamo quale sarà l’epilogo di questa discussione: IL DIACONATO FEMMINILE.

Auguriamo a questa commissione un buon lavoro. Con buona pace di chi ancora non vuole aprire gli occhi. Anche per la comunione ai divorziati risposati si diceva così: “tanto non succederà mai!”.
E invece?
Vedete! Ci stanno servendo il veleno e non ce ne rendiamo neppure conto.

A conclusione mi piace riprendere le tre parole chiave che Bergoglio ha -come dire- consegnato nel suo discorso alla Civiltà Cattolica, come programma e metodo di lavoro. E sono : INQUIETUDINE, INCOMPLETEZZA E
IMMAGINAZIONE (questa parola mi ricorda la canzonetta di Jhon Lennon).

Come programma di lavoro per i teologi bergogliani non c’è che dire. Non le commento neppure perché parlano da sole.  Vi immaginate se veramente dovessimo basare la VERA TEOLOGIA sull’incompletezza? O sull’immaginazione? Inquietudine, poi, mi sa tanto di LUTERANO.

Oh Spadaro, lascia perdere!!

Ve le suggerisco io tre parole di risposta al vostro programma:
GESU’ UNICA VIA; GESU’ UNICA VERITA’; GESU’ UNICA VITA.

Fra Cristoforo