“Una riflessione filosofica: se Aristotele batte Cartesio dieci a zero” di Fra Cristoforo

La filosofia liquida della chiesa arcobaleno dilaga alla grande. Non smettono di tentare di inculcarci il loro “pensiero debole”, soprattutto negli organi ufficiali vaticani.
Nello spunto di riflessione precedente ho riportato un articolo dell’Osservatore Romano dove si sdogana alla grande tutta la dottrina luterana.
In mancanza di spifferi (momentaneamente), dunque, voglio condividere con voi un altro articolo, sempre dell’Osservatore; una
sorta di intervista a Cartesio.

E questa la dice lunga. Leggete qui
(http://www.osservatoreromano.va/it/news/intervista-cartesio).

Ringrazio il Signore che nei miei studi teologici ho sempre avuto docenti fedeli alla Sana Dottrina della Chiesa. E che mi hanno sempre messo in guardia dalle false “teologie” moderniste. Nella mia riflessione quotidiana ho capito una cosa: fondamentalmente l’idealismo è stato lo sfascio totale della società contemporanea. E l’idealismo appunto parte da Cartesio. Dal suo celebre moto: “cogito ergo sum”. “Io penso, quindi, esisto”.
Tutta la verità è fondata sull’idea, sul pensiero. La verità per Cartesio e per gli idealisti, è il pensiero. In briciole. La verità è quello che penso io. La verità non è oggettiva. Io ho la mia verità.

Capite bene le conseguenze di questa filosofia, che in fondo ha generato i più grandi disastri mondiali, a partire dal comunismo, dal nazismo, per arrivare poi al fatto concreto che -siccome ognuno ha la sua verità- è giusto che ognuno possa fare quello che vuole.
Guardate il mondo. Unioni gay, aborto, eutanasia, droga libera, sesso libero ecc..
Ma la cosa drammatica è che proprio la chiesa bergogliana stia imponendo questo tipo di filosofia e mentalità. Pensate che ormai la teologia contemporanea, per la maggiore, è idealista.
L’intento è quello di sdoganare ogni Verità Assoluta per propinarci un relativismo disastroso.

Personalmente sono un appassionato di Aristotele e di San Tommaso d’Aquino. Ma non è una presa di posizione. Anche Don Giussani tante volte nelle sue opere ha spiegato e dimostrato che la Verità è nella realtà, non nell’idea.
Se io ho una penna in mano, non posso dire che ho un fucile. Perché è evidente che ho una penna. E se qualcuno vuole insinuarmi che potrebbe essere un fucile, lo prendo per matto.
La Verità sta nell’evidenza.

Il relativismo teologico bergogliano nega tutto questo. La teologia oggi è identificata non più come una Verità assoluta da predicare, ma come una verità da accomodare “caso per caso”.
Per i teologi bergogliani non esiste più la VERITA’ DI CRISTO. Esiste la verità del pensiero dell’uomo. Ognuno si accomodi dove gli pare.

E, pur negando l’evidenza, questo tipo di teologia ha la meglio nel pensiero del mondo. Che non aspettava altro.
C’è un bellissimo saggio di don Giussani, “Il senso religioso”, che spiega in modo filosofico e teologico perfettamente quello che vi dico. Don Giussani è stato un teologo / filosofo e -aggiungo- anche profeta di questi tempi.

Il realismo, come ha detto Aristotele, San Tommaso d’Aquino, J. Maritain (Umanesimo integrale), è l’unica chiave di lettura di questi tempi.

Vogliono darci il veleno facendoci credere che ognuno può vivere secondo la sua verità. Non dimenticate che la Verità è una. La Verità è Gesù Cristo, VIA VERITA’ E VITA. Ed è già tutto scritto nel Vangelo.
Forse per qualcuno le mie riflessioni di oggi sono vaneggiamenti. Ma penso che il cuore del problema di oggi sia proprio lo scontro tra l’idealismo e il realismo.

Un professore della mia facoltà un giorno disse una cosa che non mi sono mai dimenticato: “Chi sa fa. Chi non sa insegna”.
Niente di più vero in questo tempo.

Fra Cristoforo