“LA RUBRICA DEL LETTORE: … e preferiscono rimanere decaduti per la loro ostinata volontà di rimanere separati…” di Stellina

Gentile Direttore,

per sfuggire al dolore e al senso di impotenza che caratterizzano i giorni bui del
presente, mi rifugio sempre più nella Sacra Scrittura o nelle Opere dei Santi.
Sto rinunciando alle mie opinioni giorno dopo giorno per far posto a Coloro che
hanno meritato il paradiso.
Coerente con questa premessa, Le invio una pagina di Maria Valtorta:

“Perché tanti, troppi uomini non accolgono l’invito che li vuole uniti in una sola
Chiesa fondata da Chi per gli uomini è morto? Perché i rami vogliono rimanere
separati e selvatici, mentre ricongiunti al tronco sarebbero nutriti di succhi
buoni? Peggiore l’uomo delle piante che accolgono l’innesto e il trapianto per
essere più utili e feconde?
Sì. L’uomo è peggiore dell’albero…E benché non manchino i retti di cuore fra i
separati, ecco che essi mutilano e sterilizzano la loro rettezza perché vogliono
rimanere separati dal tronco le cui radici sono abbarbicate nella terra delle
catacombe e la cui vetta tocca i Cieli: da Roma, per cui Romana è detta l’Unica
Chiesa cattolica, l’Apostolica,  creata non da un povero uomo…, non da uno
scomunicato già segnato dal segno dell’inferno, ma  creata dall’Uomo Dio, Re
eterno, Santo, Santo, Santo.
Sì, troppi fra gli uomini che pure conoscono Cristo essendo evangelici o ortodossi
orientali, greci, scismatici, maroniti, e luterani, calvinisti, valdesi, tanto per
nominare alcuni fra i rami separati più importanti, calpestano anche la prova
dell’amore che Cristo ha dato per la loro salvezza: le sue umiliazioni.
E preferiscono rimanere decaduti, mentre potrebbero essere nobilitati, preferiscono
essere “morti”, mentre potrebbero essere “vivi”, per la loro ostinata volontà di
essere i “separati”.
Condanna su loro? No. Sono sempre vostri fratelli. Poveri fratelli lontani dalla
Casa del Padre. Mangianti un pane che non sazia, viventi una foschia che impedisce
loro di vedere la radiosa verità…
La tristezza delle loro religioni si rispecchia nei loro riti. Canti di esuli, canti
di schiavi sembrano i loro inni. Ricerca di chi sa di avere un padre ma non più lo
trova è nelle loro predicazioni.
Pompe di chi sopperisce con la coreografia al vuoto del vero è nelle loro cerimonie.
Cercano di sentire Dio e di far sentire Dio, parlano il linguaggio del Cristo e dei
suoi Santi per potersi persuadere che sono ancora di Lui fratelli e da lui salvati.
Ma la malinconia della separazione è su loro e in loro.
Sono i falsi ricchi, i falsi nutriti, i poveri fissati di avere nutrimento e
dovizie, ma sono denutriti e poveri,  poveri,  poveri.
I tesori grandi della Cattolicità, quelli infiniti del Cristo, Capo della
Cattolicità, sono chiusi a loro.
Preghiamo per loro.. E voi che potete soffrire, soffrite per loro.”

Con stima

Stellina