“Post Scriptum a ‘Spifferi parte XII’: la cultura della morte propagata dai media e la visione di un suicidio assistito davanti alle telecamere” di Finan Di Lindisfarne

Ieri sera la trasmissione “Le Iene”, ormai palesemente diventata un canale del pensiero unico, ha trasmesso il solito servizio che, giocando sulla compassione che si prova per le persone che chiedono di essere “aiutate a morire”, inneggia a far passare una legge diabolica a favore dell’eutanasia.

Per questo, oltre a mostrare interviste di persone che soffrono in maniera profonda a causa di paralisi e altre malattie -che senza dubbio rendono la vita davvero colma di sofferenza- il reportage ha mostrato il SUICIDIO DI Michèle Causse (https://en.wikipedia.org/wiki/Mich%C3%A8le_Causse), avvenuto nel 2010.

Il servizio video è visibile a questo indirizzo: http://www.iene.mediaset.it/puntate/2017/03/01/viviani-cosi-muore-un-italiano_10888.shtml

Andate al minuto 8 circa per velocizzare, se non avete intenzione di visionarlo per intero.
Vi avverto – dato che siete persone con una Fede vera e quindi comprenderete il dramma di questa persona – che potrebbe urtare seriamente la vostra sensibilità.
Alla signora Causse – attivista e scrittrice lesbica – era balenata in mente l’idea che ORMAI LA VITA NON AVEVA PIU’ SENSO. E lo dichiara nella breve intervista che precede l’immortalamento del suo suicidio davanti alle telecamere.
Ridendo e scherzando profetizza che l’uomo deve essere libero di scegliere e che ha anche buone ragioni.
Una ridente signora, quindi, accompagna in questo processo la scrittrice, che – sottolineo – era affetta da una malattia (così dichiara il servizio), ma perfettamente lucida e con piena consapevolezza.
Infatti si vede nel servizio che ci arriva camminando con il bastone.

Le viene chiesto se è consapevole che sta per morire e le viene dato un bicchierino di plastica che prontamente beve. Chiede del cioccolato e nel frattempo ride perchè il “farmaco” è amaro.
“Quanto mi resta?”, chiede.
“Due minuti”, risponde la NON-SO-COME-CHIAMARLA infermiera della morte.
Baci e carezze di addio.

Mentre la signora Causse sorride – con quel falso entusiasmo malefico – comincia ad avere il calo della palpebra. Il filmato si conclude con la Michèle Causse deceduta, con lo sguardo vitreo e l’occhio mezzo aperto. Nel frattempo ci sono degli spettatori, come il cameraman, assieme all’infermiera della morte.

Ho un insieme di sentimenti contrastanti: rabbia, tristezza, amarezza, delusione.
Piango e mi arrabbio.

Un’anima è andata all’inferno?
Non posso saperlo. La Dottrina mi dà ragione: è morta volontariamente in stato di impenitenza. Inoltre non ha creduto, ha rifiutato la croce, ha commesso suicidio con freddezza e tutto il resto.
La neochiesa della Misericordia 2.0 e i suoi falsi profeti, invece, mi risponderebbero sornioni che “non possiamo giudicare”, lavandosi le mani.
Come quella falsa infermiera, che solo per il suo finto perbenismo e sorrisini di cortesia, non significa che sia meglio di un BOIA di 300 anni fa.
Dire che questa signora sia andata all’inferno, nella neochiesa di oggi, appare come una frase pazzoide e senza cuore. Invece dovrebbe suonare come un monito, perchè è evidente che nemmeno la paura dell’inferno funziona più, per aiutare le persone a cambiare condotta.

L’uomo si è messo al posto di Dio e guai a chi si oppone.
Verremo maledetti con ogni sorta di menzogna, se solo diremo: “Attenzione! La vita è Sacra ed è Dio a dover decidere quando si muore!”
La frase di Gesù “Non possiamo aggiungere o togliere un’ora sola alla nostra vita” non conta più a nulla. E la desolazione è vedere tanti Cattolici (?) approvare questo filone di idee demoniache.

Ho avuto modo di leggere un interessantissimo articolo di Paolo Deotto: https://www.riscossacristiana.it/il-suicidio-di-dj-fabo-non-mi-ispira-alcuna-
commozione-di-paolo-deotto/
Premesso che concordo al 1000×1000 con le sue parole, invito tutti a non farsi ingannare da questo veleno della finta misericordia, di cui anche Bergoglio si
sta facendo complice con i suoi silenzi!

Come ha giustamente scritto Fra Cristoforo nello spiffero XII (https://anonimidellacroce.wordpress.com/2017/03/02/spifferi-parte-xii-i-vergognosi-insabbiamenti-della-sala-stampa-vaticana-di-fra-crisoforo/), ora i signori e teorici della cultura della morte sono OSPITI in casa di Bergoglio.

Esatto, di Bergoglio. Perchè dire che sono OSPITI E INSEGNANTI NELLA CASA DI DIO, è una cosa raccapricciante.
Pertanto parlare di ABOMINIO DELLA DESOLAZIONE, diventerà solo un motivo per essere tacciati dallo stesso Vicario regnante come “profeti di sventura”.
Noi siamo i negativi, i tristi, i malati di mente e gli integralisti.

Loro invece vivono nella gioia e nella festa.
Ma io non voglio banchettare con questa gente.
Preferisco piangere davanti alla morte di questa signora francese, consapevole che quell’anima si è persa per sempre e che quella battaglia l’ha vinta il demonio.
Perchè una cosa sembra non contare più nella “teologia” dell’antichiesa contemporanea: il libero arbitrio, davanti al quale Dio si tira indietro e contro il quale non può fare violenza.

Finan Di Lindisfarne

p.s. L’immagine di copertina è un qualcosa che non dovrebbe mai accadere. Aiutiamoli a salvarsi, non a dannarsi. Questo dovrebbe preoccupare i Pastori.