“Spifferi parte XIV: l’accordo tra Fellay (FSSPX) e Bergoglio prevede l’accettazione di Amoris Laetitia e della Messa Post-Conciliare alternata a quella Tridentina”di Fra Cristoforo

Premetto che non sono lefebvriano. Sono un sacerdote di Santa Romana Chiesa, fedele all’unico Papa validamente eletto esistente, Benedetto XVI, finchè è in vita.
Dopodichè per me sarà sede vacante (se ancora ci sarà l’intruso Bergoglio).

Ho già scritto un appello alla Fraternità Sacerdotale di San Pio X
(https://anonimidellacroce.wordpress.com/2017/01/29/appello-urgente-alla-fraternita-sacerdotale-di-san-pio-x-di-fra-cristoforo/),
dove li invitavo, nel mio piccolo, a rivedere un attimo la decisione di “affiliarsi” a Bergoglio e alla sua neochiesa. Appello che pare sia andato a vuoto. Perché a quanto sembra, l’accordo della Fraternità con la chiesa arcobaleno galoppa a manetta.

Pare appunto che Mons. Bernard Fellay sia in procinto di firmare l’accordo proposto dal gesuita argentino.

Tale accordo ha a livello generale questi punti: propone la «Professio Fidei», la accettazione della professione di fede (fin qui nulla da dire); l’accettazione del primato del Papa e della collegialità episcopale secondo quanto espresso in «Lumen gentium» (costituzione conciliare); la definizione del rapporto tra Tradizione e Magistero; il riconoscimento della validità dei sacramenti celebrati con il rito successivo alla riforma post-conciliare e infine l’accettazione del Concilio Vaticano II letto alla luce della tradizione della Chiesa.

La mia fonte però mi dice che Mons. Fellay e Bergoglio hanno un bellissimo rapporto di amicizia già da quando l’argentino era ancora Cardinale a Buenos Aires. Per qualche favore scambiato di permessi di soggiorno. E che tra i due CI SAREBBE UN ACCORDO RISERVATO.
1. Bergoglio, per quanto riguarda la fedeltà al Papa, si sarebbe fatto promettere da Fellay l’accettazione in toto della Amoris Laetitia (quindi anche i lefebvriani dovranno adeguarsi alla comunione ai divorziati risposati);
2. Nell’accettazione del Concilio Vaticano II, la Fraternità Sacerdotale dovrà alternare la Messa tridentina a quella post-conciliare.

Ha letteralmente del ridicolo. Ripeto. A me non importa nulla né di Bergoglio, né di chi vuole fare accordi con lui. Però una cosa mi fa pensare. Fellay aveva la possibilità di far rientrare la Fraternità nella Chiesa Cattolica con Benedetto XVI, diversi anni fa (mantenendo la natura della stessa Fraternità, perché Benedetto è un Papa intelligente e colto -in cultura e intelligenza pochi Papi lo battono- scusatemi l’inciso).
Ora, invece, il superiore dei lefebvriani si mette a flirtare con Bergoglio? Per me è ridicolo.

E tale superiore dovrebbe vergognarsi, perché sta prendendo in giro tutti i fedeli che per tutti questi anni hanno seguito la Fraternità. E l’hanno sostenuta anche economicamente. E’ veramente una vergogna. Non mi sbagliavo nel mio appello. L’unica cosa che non pensavo è che davvero Fellay potesse avere un accordo del genere riservato con l’argentino. E che fosse capace di compiere un doppio gioco così. A discapito di tanti fedeli che credono in loro. Vergogna!
Ripeto. Per quanto mi riguarda non me ne importa nulla. Facessero gli accordi con chi vogliono. Ma almeno in queste cose ci vuole chiarezza. Non si può giocare con le anime dei fedeli.

Un’ultima cosa. Circola voce che la Fraternità di San Pio X abbia in corso un acquisto di uno stabile con annessa una Chiesa (a Roma), dove trasferire la propria sede (complesso di Santa Maria Immacolata), vicino al Laterano.
La mia fonte mi dice che è una bufala. Non hanno intenzione di acquistare niente.
Bergoglio colpisce ancora. E’ vero. Fellay ancora non ha firmato. Ma firma. A breve firma. Evviva l’armata Brancabergoglio.

p.s. Leggo ora questo articolo
(http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2017/03/francesco-eretico-don-jean-michel-gleize.html).
Anni fa una cosa del genere era incredibile. Leggete. E vedrete come la Fraternità comincia ad ammorbidirsi sulla Amoris Laetitia. Roba da matti. Riporto papale papale ciò che questo sacerdote lefebvriano dice nel suo articolo: “L’eresia (se c’è) di Papa Francesco è quella di una sovversione pratica”.  Capite? L’eresia…”se c’è”.  Don Jean Michel, permettimi…ma vai a quel paese!

Fra Cristoforo