Cari fra Cristoforo e Finan,

leggendo i vostri articoli e i commenti dei lettori, ho ripensato ad alcuni episodi passati e mi sono resa conto di come la chiesa di Bergoglio sia solo un punto di arrivo, la sconcertante parola “fine” ad un percorso che, nonostante i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, non si è saputo (o voluto) arginare.

Premetto che non sono una cattolica modello e il mio percorso di fede non è stato (e non è!) semplice, ho cercato qualcuno che mi potesse seguire e consigliare, insomma quello che si chiama un padre spirituale, ma purtroppo ho trovato solo persone che hanno aumentato la mia confusione. Per anni mi sono accostata all’Eucarestia commettendo sacrilegio senza esserne consapevole, quando infatti confessavo di essere convivente i sacerdoti (ma anche un vescovo a Lourdes) mi liquidavano con due parole, dicendo ovviamente che avrei dovuto sposarmi, ma poi mi assolvevano e io andavo tranquilla per la mia strada, fin quando mi sono imbattuta in un prete “cattivo e tradizionalista” (o se preferite non accogliente e poco inclusivo) che in modo piuttosto brusco mi ha spiegato il peccato che commettevo e, per finire, non mi ha assolta.

Ho pianto disperatamente per giorni. Potevo fregarmene e dire a me stessa “per gli altri sacerdoti, compreso il vescovo, la mia situazione non è così grave, torno da loro così poi mi metto in fila con tutti gli altri per la Comunione!”, invece in qualche modo confuso ho capito che aveva ragione quello che mi ha cacciata, dal quale sono tornata. Conosco tantissime persone, amici e conoscenti, che vivono situazioni di unioni irregolari da anni (situazioni ben note ai preti delle loro parrocchie) e che non hanno mai smesso di accostarsi all’Eucarestia, senza avere idea della gravità della cosa. Nel 2008, in tempi quindi teoricamente non sospetti, ho partecipato ad un pellegrinaggio in Terra Santa, accompagnata da due sacerdoti. Nel gruppo c’era una coppia dichiaratamente omosessuale e stabilmente convivente da anni: entrambi gli uomini, durante la Messa giornaliera, prendevano regolarmente l’Eucarestia, anch’essi immagino largamente inconsapevoli. Potrei raccontare decine di episodi come questi e come me forse molti altri lettori.

C’è fortemente bisogno della nuova evangelizzazione di cui parlava Benedetto XVI e questa deve cominciare dai preti, nei confessionali e nelle parrocchie, innanzitutto chiamando le cose con il loro nome. Bergoglio e le sue riforme sono solo la punta dell’iceberg di una chiesa che il popolo cristiano non conosce più da tempo!

Miss R.