“Una cerimonia ‘misericordiosa’ a Milano per dj Fabo e tanta ipocrisia” di Finan Di Lindisfarne

Andiamo con ordine.
Leggete l’articolo: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/dj-fabo-venredi-ultimo-saluto-parrocchia-milano-b9b49807-d823-47db-b550-c7243cdd984c.html

Non spenderò parole su Dj Fabo e sul dolore che può essere provato in quelle circostanze.
Ho già espresso alcuni pensieri ad alta voce: https://anonimidellacroce.wordpress.com/2017/03/02/post-scriptum-a-spifferi-parte-xii-la-cultura-della-morte-propagata-dai-media-e-la-visione-di-un-suicidio-assistito-davanti-alle-telecamere-di-finan-di-lindisfarne/

Resto contrario al suicidio assistito: Dio dispone della vita in qualunque caso e non lo avrei mai aiutato a morire. Mi sarei fatto odiare ma avrei cercato di convincerlo a portarsi la sua croce. Avrei cercato di dirgli: “Gesù è con te.” Probabilmente mi avrebbe insultato e urlato contro. Uno strazio quotidiano armato di Rosario. E poi chissà…la Grazia avrebbe agito e Dj Fabo avrebbe magari abbracciato la sua croce, testimoniando la grandezza di Dio anche in quella condizione. Come fanno altri. Ma la vita non è fatta di ‘se’.

Una volta si aveva il coraggio di parlare di espiazione, di conversione e di possibilità reale e concreta di morire e finire in quel luogo chiamato “inferno” (che non viene più menzionato come un tabù dalla neochiesa); la saggezza cristiana arrivava a considerare tali condizioni di infermità come una grazia che Dio può aver donato allo scopo di salvare un’anima che si era persa. Oggi guai a dire cose del genere. L’uomo è Dio a se stesso. Si viene subito additati come sadici con la classica frase: “se tu fossi in quello stato voglio vedere se faresti tanto il cristiano”. Può essere. Infatti vorrei avere dall’altra parte qualcuno che tiene alla mia anima e come il Cireneo, mi aiutasse davvero a portare la croce. E nei momenti di disperazione e cedimento mi invitasse a resistere e a pregare.

Trovo insopportabile e vergognosa la strumentalizzazione che ne stanno facendo Marco Cappato e Mina Welby – quest’ultima si definisce cattolica praticante (?) e naturalmente esalta Papa Francesco, ma guarda un pò!
Emergono i soliti paragoni con la Chiesa cattiva del passato e la Chiesa del presente che si sta redimendo – quella bergogliana della misericordia 2.0. La Chiesa che santifica Pannella e mortifica chi difende la Dottrina.

“Credo che il suo Giubileo della Misericordia abbia avuto un grande effetto sui cuori di tanti, anche all’interno della gerarchia ecclesiastica”, dice la Welby. Una misericordia che sempre di più appare chiaramente come il relativismo più spietato. E’ la Chiesa che non deve predicare e si deve piegare alla mondanità. Bergoglio divinizzato più di Gesù Cristo: è lui che cambia i cuori. Siamo alla follia papolatrica di un cristianesimo che non è più tale.

A decidere sulla redenzione della chiesa e di come vadano gestite le esequie è sempre Mina Welby, che afferma: “spero che presto chi vuole porre fine a una vita che non e’ piu’ vita, a un corpo che e’ diventato un insulto, non debba pagare per andare a morire da solo in Svizzera”.

E’ terrificante sentire parlare di “corpo che diventa un insulto” da parte di una che si definisce cattolica praticante. Con il dovuto rispetto per costei e per il dramma che ha vissuto, voglio ricordare che su quel corpo definito insulto – quindi evidentemente si riferisce al marito defunto – Dio ha posto il suo sigillo ed è tempio dello Spirito Santo. E soprattutto perchè è un corpo sofferente, è doppiamente lo specchio del Cristo sofferente. La dignità è doppia. Perchè somigliante a Cristo. E chissà Cristo quante anime salva attraverso la sofferenza di chi porta una croce così enorme.

Ma questo ormai non fa più parte delle convinzioni del cristiano 2.0 della chiesa ai tempi del bergoglianesimo.

Poi c’è Cappato, che non comprendo come mai sia così tanto interessato alle esequie religiose. Il Signor Marco se fosse coerente – e non un approfittatore, bugiardo, che specula su questi drammi -, dovrebbe ribadire quello che pensa della Chiesa Cattolica. Ovvero un qualcosa di cui ha ribrezzo. Come pure ha ribrezzo dei Comandamenti di Dio e di tutto ciò che è religioso.
Al contrario il politicante ne fa una questione di principio e ci spiega lui cosa significhi misericordia.

Ecco quindi che arriviamo all’ipocrisia finale, ovvero la questione che riguarda la cerimonia religiosa – ma NON la Messa – che verrà celebrata a Milano per Dj Fabo.
Sarebbe infatti corretto dire che è fatta per i presenti e per farsi tutti una bella lavata di coscienza all’insegna della Misericordia 2.0.
E già che ci siamo buttare fango sulla Chiesa del Magistero di sempre e dei Canoni, che in materia parla chiaro:

Can. 1184 – §1. Se prima della morte non diedero alcun segno di pentimento, devono essere privati delle esequie ecclesiastiche:
1) quelli che sono notoriamente apostati, eretici, scismatici;
2) coloro che scelsero la cremazione del proprio corpo per ragioni contrarie alla fede cristiana;
3) gli altri peccatori manifesti, ai quali non è possibile concedere le esequie senza pubblico scandalo dei fedeli.
§2. Presentandosi qualche dubbio, si consulti l’Ordinario del luogo, al cui giudizio bisogna stare.
Can. 1185 – A chi è escluso dalle esequie ecclesiastiche, deve essere negata anche ogni Messa esequiale.
(Fonte: http://www.vatican.va/archive/cod-iuris-canonici/ita/documents/cic_libroIV_1183-1185_it.html#CAPITOLO_II)

Che poi sarebbero pure le volontà di Dj Fabo, che è andato a suicidarsi in stato di piena consapevolezza.

La domanda, per amore di verità, sorge spontanea: per chi viene officiata questa cerimonia a metà, visto che la Messa non è consentita, a buon ragione?
E rispettando a pieno la volontà del defunto, al quale non interessava nulla delle esequie religiose, per inciso?

La risposta è che viene celebrata per rendere il tutto più sentimentale per i presenti. Mettere zucchero su una situazione che trabocca fiele da ogni parte.
Questa è la misericordia della chiesa bergogliana-luterana. Lavare tutto con un tocco di sentimentalismo e perchè si possa dire: la chiesa è cambiata, ora è buona, perchè ha concesso di officiare una cerimonia.
Una cerimonia che per l’anima defunta è completamente inutile. Ma che farà tornare a casa contenti i presenti, i quali diranno: “in fondo Dj Fabo ha fatto bene, ora ha smesso di soffrire”.

Il silenzio-assenso della chiesa diventa consenso a ciò che è sottinteso. Ovvero che nel 2017 si può decidere di suicidarsi volontariamente ed essere accolti, in ogni caso. E in fondo che male c’è a suicidarsi, no? Buon Dio, non siamo nel Medioevo!

Attendiamo quindi il prossimo morto – ma con misericordia, eh – il quale si sarà bevuto il bicchierino mortale in Svizzera per “tedio di vivere” e i parenti scalpiteranno per la Messa.
Che verrà concessa. Altrimenti… “che chiesa cattiva”, su!
Ora c’è Bergoglio, egli sta cambiando la chiesa. Finalmente siamo liberi.

Come lo slogan di “Fabo Libero: Per vivere liberi fino alla fine”.

Finan Di Lindisfarne