“Meglio un film di Quentin Tarantino che l’Osservatore Romano nell’orientamento alla Fede Cattolica” di Finan Di Lindisfarne

Non fraintendetemi, il mio titolo è solo una provocazione.

Quentin Tarantino fa film violenti. Ma almeno si presenta con la giusta carta d’identità. Non si è mai spacciato per insegnante di morale o di verità di Fede. E’ un regista il cui vizio è quello di essere attratto dalla violenza e dai film italiani anni ’70.

Ho anche sempre affermato di preferire personaggi come Stalin rispetto a Romano Prodi, perchè non si presentano come Cattolici (e poi sono tutt’altro).

L’Osservatore Romano, sul sito del Vaticano, ha incise queste parole:

L’OSSERVATORE ROMANO:

UNICUIQUE SUUM – NON PREVALEBUNT

(A CIASCUNO IL SUO – NON PREVARRANNO)

Quotidiano cattolico che offre la consultazione giornalmente dei principali articoli.

Nonostante la dicitura, vengono pubblicati articoli come il seguente, INTITOLATO “Smontare il clericalismo. E’ necessaria una profonda teologia della donna” (riportato dal solito Sismografo http://ilsismografo.blogspot.jp/2017/03/vaticano-smontare-il-clericalismo.html – articolo madre: http://www.osservatoreromano.va/it/news/e-necessaria-una-profonda-teologia-della-donna).

La giornalista, tale Lucetta Scaraffia (https://it.wikipedia.org/wiki/Lucetta_Scaraffia), di madre cattolica e padre massone (recita Wikipedia) e con un passato di militante femminista -poi convertitasi alla Fede Cattolica- pare non essersi convertita del tutto e quindi disintossicata dai veleni ideologici (incompatibili con la Fede cristiana) del movimento femminista. Che di femminile aveva solo la parola.

Ma come biasimarla quando il promotore di queste ideologie non cristiane è proprio il Pontefice?

Riporto solo le parti a me più congeniali ma andatevelo a leggere per intero.

“(Papa Francesco, n.d.r.) Celebre è rimasta la sua rampogna a chi confonde la scelta di servizio — che le donne, e in special modo le religiose, compiono con tanta generosità — con una vera e propria riduzione allo stato di servitù. A qualcuno di esterno alla Chiesa possono sembrare affermazioni ovvie, ma chi conosce quante suore siano impiegate in lavori servili presso sacerdoti, dai cardinali ai semplici parroci, ne coglie la portata critica e innovativa.
Sì, Papa Francesco, che nel suo passato ha spesso collaborato con delle donne, che ha amiche donne, si rivela subito ben consapevole dell’importanza e dell’urgenza del problema. E anche della difficoltà che incontra chi cerca di rovesciare la situazione, di scuotere un’istituzione irrigidita in un organigramma solo maschile che non prevede intrusioni femminili di sorta.

Ma Francesco è andato avanti: a sorpresa, ha concesso alla celebrazione alla festa di Maria Maddalena lo stesso valore liturgico delle celebrazioni che toccano alle feste degli apostoli. I giornalisti non si sono accorti della portata rivoluzionaria di questa decisione, e per molte femministe è sempre troppo poco. Ma dobbiamo riconoscere, invece, che il passo compiuto è di grande importanza, e segna un cambiamento dal quale non si potrà tornare indietro: a una donna è stata riconosciuta la qualifica di apostola, cosa che non era mai avvenuta e che apre possibilità inedita per le donne non solo di intervenire attivamente nell’evangelizzazione — cosa che in gran parte già fanno — ma soprattutto di vedere riconosciuto il loro impegno in questo senso.”

“Un altro passo importante è stato quello vissuto durante l’assemblea delle delegate delle superiore generali: in passato, il Papa rivolgeva loro un discorso e una benedizione, questa volta ha discusso con loro, rispondendo alle loro domande, esattamente come fa con i religiosi. E non si è limitato a rispondere al momento, ma ha creato un’apposita commissione per discutere il problema del diaconato femminile, che era stato posto dalle suore. Una commissione che, per la prima volta nella storia della Chiesa, è formata in parti uguali da donne e da uomini.
In sostanza, Francesco è intervenuto ad aprire delle porte, a indicare una strada: adesso è compito delle donne andare avanti. Senza aspettare che tutto cada dall’alto, che il cambiamento debba essere un dono dovuto. Meritato, certo, ma sempre di difficile realizzazione.
In fondo, a noi donne basterebbe anche solo continuare instancabilmente a porre domande, a chiedere perché non si ascolta mai il nostro parere nelle riunioni decisive per il futuro della Chiesa, come quelle del consiglio dei cardinali o le congregazioni che precedono il conclave. Invece di chiedere di diventare chierici, basterebbe smontare il clericalismo.”

Siamo alla rilettura della Chiesa ‘in toto’ in chiave “bruciamo i reggiseni” e “anche noi vorremmo eleggere il Papa!” e ancora “Maria Maddalena è stata riconosciuta come APOSTOLA”. Sul diaconato alle donne non spendiamo ulteriori parole.

Si alteri pure, se le capitasse di leggere, signora giornalista, ma una rilettura del genere della Chiesa Cattolica è un insulto a Cristo a agli Apostoli!

Presentare la Chiesa come una specie di luogo di torture contro le donne, ridotte in “servitù”, o pensare che il problema della Chiesa sia renderla “democratica”, così anche le donne potranno eleggere il Papa al Conclave, significa aver compreso ben poco del cristianesimo e dimostra una totale ignoranza della storia della Chiesa.

Sarebbe interessante che fosse proprio una donna a rispondere! (lancio pertanto un invito alle donne cristiane che ci leggono di scrivere alla Rubrica del Lettore e mandare una risposta qui in questo blog alle castronerie di questo articolo di stampo marxista-femminista). Dico anche marxista perchè l’impronta di rileggere la storia della Chiesa come “sottomissione” in senso negativo della donna è tutta di quella matrice.

Mi meraviglia sul serio che L’Osservatore Romano divughi questi articoli.

Sono articoli pericolosi per la Fede Cattolica perchè presentano una visione completamente strampalata e immatura del messaggio cristiano.

Cara signora giornalista, la Madonna stessa le potrebbe rispondere, ma sicuramente lei sentirà solo la sua voce interiore: i maschiacci che sfruttano le donne.

Tanto valeva che scrivesse che Cristo era un maschilista perchè non ha scelto le donne per andare a fare LE APOSTOLE.

Santa Caterina da Siena, Santa Brigida, Santa Rita da Cascia, Santa Maria Goretti, Santa Gianna Beretta Molla, Sante TUTTE, pregate per questa deriva eretica e anticristica. Ne abbiamo bisogno!

Si leggano le vite di queste Sante e di come hanno RESO ALTISSIMA LA DIGNITA’ DELLA DONNA, pur in un ruolo diverso da quello che spetta all’uomo, come indicato da Nostro Signore.

Concludo, quindi, ironizzando, che è meglio un film di Tarantino che l’Osservatore Romano in materia di orientamento alla Fede. Sarebbe opportuno che si togliesse la dicitura “cattolico”.

Ecco come sarebbe la corretta dicitura:

L’OSSERVATORE ROMANO:

UNICUIQUE SUUM 

(A CIASCUNO IL SUO )

Quotidiano sincretico che offre la consultazione giornalmente dei principali articoli.

Un ultimo sforzo di lettura:

“Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto… C’erano solo divisioni e caos. Si tratta probabilmente di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda, così come la nuova chiesa eterodossa di Roma, che sembra dello stesso tipo…”. (12 settembre 1820)

“Ho visto di nuovo la strana grande chiesa che veniva costruita là [a Roma]. Non c’era niente di santo in essa. Ho visto questo proprio come ho visto un movimento guidato da ecclesiastici a cui contribuivano angeli, santi ed altri cristiani. Ma là [nella strana chiesa] tutto il lavoro veniva fatto meccanicamente. Tutto veniva fatto secondo la ragione umana… Ho visto ogni genere di persone, cose, dottrine ed opinioni. C’era qualcosa di orgoglioso, presuntuoso e violento in tutto ciò, ed essi sembravano avere molto successo. Io non vedevo un solo angelo o un santo che aiutasse nel lavoro. (12 settembre 1820)

(Beata Anna Caterina Emmerich, DONNA CATTOLICA)

Vostro affezionato,

Finan Di Lindisfarne